Giulio Cesare in Egitto

Opera lirica in 3 atti

Personaggi - Interpreti:
Giulio Cesare - Jennifer Larmore
Cleopatra - Maria Bayo
Tolomeo - Brian Asawa
Achilla - Sergio Foresti

Maestro direttore e concertatore:   Rinaldo Alessandrini

Scene:   Margherita Palli

Orchestra sinfonica di Madrid

Allestimento:   Teatro Real di Madrid


Prima rappresentazione
Teatro Real, Madrid
1 novembre 2002

Foto / Bozzetti / Video


Rassegna Stampa

Ronconi: «Rispetto il barocco Nella mia opera solo donne»

Sopra le teste dell' Orchestra sinfonica madrilena, che non è in buca ma sul palco, Luca Ronconi ha messo uno schermo sghembo; poco più in là altre immagini rappresentano ora l' Egitto degli archeologi ora le battaglie evocate nel Giulio Cesare di Haendel […] ora spezzoni di film con i divi di Hollywod alle prese con l' impero romano, da Vivian Leigh a Claudette Colbert. La Cleopatra di Marìa Bayo, modellata sulla Colbert, ha sei preziosi abiti autentici. Ronconi non aveva mai incontrato né Madrid, né Haendel. […] Alla maniera del bello antico, le donne sostengono i ruoli maschili. Cesare è il mezzosoprano Jennifer Larmore, mentre Tolomeo, il fratello di Cleopatra, è il controtenore Brain Asawa. Ronconi rinuncia alle macchine barocche e mette in tavola un piatto stilizzato, rigore e giocosità in un congegno sofisticato.
Valerio Cappelli
«Corriere della Sera»
1 novembre 2002

Il barocco sugli schermi di Ronconi

Il barocco, secondo Luca Ronconi, più che una questione di concetto, «è una questione di stile». Da qui la scelta di rappresentare […] un Giulio Cesare in Egitto di Haendel in versione contemporanea, con la scena dominata da due grandi schermi sui quali scorrono immagini dell' Egitto di oggi, del paese che conosciamo attraverso gli scavi archeologici, e di quello ricreato a Hollywood nei film storici, ai tempi del muto.[…] Ovazioni ripetute, alla prima di venerdì sera […] per la soprano spagnola Maria Bayo (Cleopatra) e la mezzosoprano statunitense Jennifer Larmore (lei, donna, nel ruolo di Giulio Cesare). Applausi anche per l' orchestra sinfonica di Madrid diretta nell' occasione da Rinaldo Alessandrini, considerato uno dei più reputati specialisti europei nel repertorio antico e barocco. Alla sua prima esperienza al Real, il direttore di "Concerto italiano" ha occupato - con la sua orchestra per scelta di Ronconi - uno spazio sul palcoscenico, in un angolo, anziché nel fosso, come è tradizione.[…] Questo "Giulio Cesare" è la prima volta di Ronconi, e di Alessandrini in Spagna ma è soprattutto il primo Haendel rappresentato a Madrid dopo lunghissimo tempo, in quella che viene considerata come una coraggiosa scommessa sul rilancio del barocco. La decisione di rilanciare il genere come elemento centrale di una stagione operistica richiedeva una scelta di rottura, coraggiosa: e affidare a Ronconi l' allestimento delle scene è parso alla direzione del "Teatro Real" come il gesto più chiaro di sfida alla tradizione.
Alessandro Oppes
«La Repubblica»
4 novembre 2002

«Giulio Cesare» di Ronconi A Bologna l'opera lirica con immagini dei kolossal

Nella sua prima regìa händeliana, Luca Ronconi racconta la campagna d' Egitto di Cesare e il suo love affair con Cleopatra utilizzando due maxischermi sghembi con cornice dorata e simboli egizi. […] E' un Egitto esotico, trasognato, fra «il kitsch di Hollywood e le mappe archeologiche», dove le palme e le Piramidi sono ritoccate dal computer. «Non inseguo una idolatria della tecnologia - racconta il regista - gli schermi appaiono in forma giocosa» e danno forza all' ironia che, col fratello di Cleopatra «cattivo e dispettoso», affiora più volte. Se si accosta il barocco a Ronconi pensi a un kolossal. Invece: «Non c' è una spettacolarità magniloquente, non servono cortei e masse di comparse: tutto avviene per opera degli otto solisti». […] Aggiunge Ronconi: «Ignorare il barocco è un peccato: qui ci sono arie di affetti e pezzi patetici di una bellezza assoluta. Montale sul Corriere stroncò l' opera? Chissà cosa avevano fatto».
Valerio Cappelli
«Corriere della Sera»
5 aprile 2003

Benvenuto a Hollywood, caro Haendel

Potrebbe solleticare l'attualità Giulio Cesare sbarcato nell'Egitto dei Faraoni, mentre Bush invade l'Iraq. Tuttavia, ad eliminare ogni coincidenza tra il grande condottiero romano e il mediocre petroliere del Texas, basti ricordare che l'opera di Georg Friedrich Haendel, allestita al Comunale di Bologna da Luca Ronconi, arriva dal Teatro Real di Madrid dove fu varata nel novembre scorso. Scartata la coincidenza, […] il Giulio Cesare di Haendel è quindi, secondo le convenzioni dell'epoca, un eroe amoroso. […] Luca Ronconi è impegnato a ricreare, in una prospettiva attuale, uno spettacolo di altri tempi, pericolosamente in bilico tra fastosità e incisività scenica. Ronconi […] risolve il problema con la medesima libertà con cui Haendel affronta la romanità, mescolando antico e moderno, con quel pizzico di ironia che gli è proprio. Il primato secentesco e settecentesco delle «macchine» teatrali passa al cinematografo. Davanti all'orchestra collocata sul palcoscenico, due grandi schermi, sostenuti da colonne egizie, pullulano di immagini: un'antica carta geografica annuncia l'Egitto solcato dal corso tortuoso del Nilo, appaiono il deserto, le piramidi, colonne e statue rovesciate che si spezzano, a tratti, per mostrarci le battaglie, le cavalcate, i volti di attori e attrici di Hollywood che hanno interpretato Cesare e soprattutto Cleopatra. […] Dive e divi del Novecento prendono il posto del Senesino, della Cuzzoni, castrati e primedonne degli anni di Haendel, mentre sul palco gli schiavi egizi spostano colonne, vasi, tombe, in un gioco scenico ben calibrato che, senza intralciare la musica, smussa la staticità dell'opera seria.
Rubens Tedeschi
«L'Unità»
8 aprile 2003

Così Luca Ronconi esalta le bellezze dell'epoca barocca

Il Comunale di Bologna in co-produzione col teatro Real di Madrid ha realizzato uno spettacolo di straordinaria efficacia visiva, creata dalla fantasia di Luca Ronconi con la collaborazione scenografica di Margherita Palli. Il celebre regista ha integrato elementi storici egiziani con due megaschermi che contribuiscono o con spezzoni di celebri realizzazioni cinematografiche o con elementi atti ad accentuare la drammaticità della situazione scenica ad arricchirela spettacolarità della storia. Da sottolineare la duttilità del palcoscenico con elementi mobili e botole diverse che hanno conferito alla scena un vigore cinetico neo barocco.
Adriano Cavicchi
«Il Resto del Carlino»
8 aprile 2003