Santacristina. Il corpo nelle parole

Corso di perfezionamento per attori neodiplomati e professionisti

Dall’8 giugno al 7 agosto si è svolto il corso di Alta Formazione Il corpo nelle parole per 16 attori neodiplomati e 16 attori professionisti. Nato da un progetto di Luca Ronconi, che lo ha ideato e ne ha dato il titolo, il corso è stato condotto nella parte didattica dagli attori che in periodi diversi, ma con continuità e ruoli da protagonisti, hanno lavorato con lui: Riccardo Bini, Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Manuela Mandracchia, Umberto Orsini, Paolo Pierobon, Massimo Popolizio, Fausto Russo Alesi. Inoltre Maria Consagra e Alessio Maria Romano hanno coordinato la parte di training fisico. 

Il corso è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Forma.Azione ed interamente finanziato dalla Regione Umbria.

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Rassegna Stampa

Autoritratto in bianco e verde

Al Centro Teatrale Santacristina non si arriva per caso; e anche seguendo le indicazioni si fa una certa fatica a cercare il capo del gomitolo tra il verde dei colli umbri e il bianco delle strade di polvere, nella parte più uterina d’Italia. Una volta arrivati, però, ci si accorge subito che il teatro ha una sola materia prima, la vita. Un auditorio di 32 giovani attori ascolta, prende appunti, ripete le battute, prova le intonazioni nello “spazio di libertà” fondato nel 2002 da Luca Ronconi come una delle sue magie, con la differenza che in questo caso la grande illusione si è fatta permanente. Chi ha conosciuto “il maestro” (come lo chiamavano tutti quelli che non lo chiamavano Luca), sa che la distinzione tra prove e spettacolo nel suo lavoro non c’è mai stata; e se c’era, andava tutta a vantaggio delle prime. Ecco perché il Centro Santacristina è insieme un autoritratto e un’eredità. Da febbraio scorso Luca Ronconi non c’è più, ma è come se ci fosse. Non è un fantasma, di sicuro il maestro si sarebbe rifiutato di mettere il lenzuolo in testa, ma una presenza quasi fisica che ha accompagnato il lavoro continuo, come piaceva a lui. Il training fisico del mattino affidato a Maria Consagra e Alessio Maria Romano, le prove di lettura delle sedute pomeridiane con i docenti che hanno risposto alla chiamata di Roberta Carlotto.   Ogni docente si è fermato a Santacristina due settimane per lavorare su un testo già affrontato con Ronconi e un altro a piacere: Goldoni, Pasolini, O’Neill, Spregelburd, Turgenev, Pirandello, Svevo, Kraus, Siciliano, Hugo, Ibsen, Weil… Lavoro quasi senza pause fino alle otto di sera, quando il suono del gong annuncia la cena, poi scende la notte. Le lezioni sono finite, la scuola no. Chi discute su quello che ha appena appreso, chi cerca disperatamente un punto in cui prende il telefonino, chi non ci pensa proprio perché ha cominciato ad amare la temporanea sospensione dal mondo, questo gioco a sottrarre per capire dove sta l’essenziale. Dove finisce la vita, comincia il teatro, e viceversa; tutto il resto per due mesi è superfluo. Ecco perché il maestro è ancora qui, tra il verde e il bianco di Santacristina.
Nanni Delbecchi
«La Scuola d'estate»
Contrasto, 2015