Commedia degli straccioni

Autore:   Annibal Caro

Scene e costumi:   Carlo Tommasi

Personaggi - Interpreti:
Furigatto - Enzo Bulfoni
Tindaro detto Gisippo - Mario Erpichini
Il cavalier Giordano - Sergio Fantoni
Giulietta detta Agata - Margherita Autuori
Pilucca - Enzo Garinei
Mirandola - Luigi Leoni
Messer Rossello - Ezio Marano
Ciullo - Marzio Margine
Barbagrigia - Augusto Mastrantoni
Satiro - Paolo Modugno
Demetrio - Giacomo Piperno
Madonna Argentina - Marisa Quattrini
Giovanni - Franco Sportelli

Produzione:   Centro Teatrale Italiano


Prima rappresentazione
Porto, Civitanova Marche
1 agosto 1966

Le parole di Luca Ronconi


In compagnia (de Il nemico di se stesso, ndr) c’era un’attrice, Marisa Quattrini, attraverso cui mi giunse la proposta di allestire a Civitanova Marche nell’estate dell’anno seguente la Comedia degli Straccioni di Annibal Caro per le celebrazioni dedicate all’autore. Mi trovavo allora nella strana condizione di avere alle spalle uno spettacolo non brutto – il Goldoni – che si era rivelato un disastro e un altro che mi sembrava terribile – il Terenzio – e che invece andò benissimo. A quel punto volevo dunque capire chi ero e cosa fare della mia vita. Come condizione per accettare Gli Straccioni chiesi allora che mi trovassero nelle Marche un luogo dove poter allestire, anche solo per una sera, un progetto mio, da me scelto e in cui mi riconoscessi fino in fondo. I lunatici, appunto. Venne fuori la possibilità di Urbino. Provavamo contemporaneamente i due spettacoli; per questo poi riesco a fare cinque allestimenti insieme, perché sono nato così, dividendomi tra i progetti. E devo dire che si lavora benissimo, togliendo da una parte per mettere nell’altra. Lo spettacolo andò in scena. E fu una bella serata, il successo fu clamoroso e inaspettato. Anche perché io pensavo che fosse una cosa divertente, come quella dell’anno prima, invece tutti la trovarono ‘livida e sinistra’. Mi capita spesso che ciò che io ritengo essere molto divertente faccia ridere solo me e per tutti gli altri sia profondamente inquietante.